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Doppio Sogno Doppio - PS016

jazz - 1997
€ 12.00
Info sul disco
Anno di pubblicazione: 1997
Produzione artistica: Enzo Nini
Musicisti : Enzo Nini : sax ten/sop, flauto, ottavino - Bruno Persico : piano - Bruno Tommaso: Basso - Ettore Fioravanti : batteria - Riccardo Zinna : voce recitante - Alessandra Castellano: flauto barocco - Luciano Nini : clarinetti e sax alto
Pesie di Vanna D'Amato
Qualche nota dell'autore
Il progetto musicale racchiuso in “DOPPIO SOGNO DOPPIO” si è sviluppato sul tema del “doppio”, dell’ambivalenza, del “medioconscio” suggeritomi dal racconto “Traumnovelle” (“Doppio Sogno” in italiano) di Arthur Schnitzler che, letto per la prima volta 18 anni fa, influenzò molti miei atteggiamenti verso la musica ed il pensiero.
Vissuto a cavallo del secolo scorso Schnitzler è riconosciuto come uno dei primi grandi narratori psicologici della letteratura moderna che sulla disgregazione dei valori dell’ 800 sembra aprire alla speranza il mondo in declino ancora legato alla cultura romantica . Questo ‘900, purtroppo, ci ha mostrato solo la sua disgregazione.
Nell’osservazione della nostra realtà ho cercato, con questo lavoro, di “navigare” tra i linguaggi, non solo stilistici, di cui il Jazz sappiamo essere uno dei punti di vista a noi contemporanei. In altri termini “Doppio Sogno Doppio”, vuole essere un’osservazione musicale della fine del nostro secolo di un napoletano che ha vissuto altre culture.
Le musiche sono prevalentemente del sottoscritto alcune con Bruno Persico oltre ad alcui “incontri linguistici” con citazioni di J.S.Bach, di F. Schubert e di Alec Templeton, e con le poesie di Vanna D’Amato.
L’introduzione cita l’ultimo brano del mio precedente cd “Quartieri Spagnoli” che si trasforma nel valzer “ondeggiante” di 6 flauti sovraincisi che diviene un ritmo di tarantella; la “messa a fuoco” è il piccolo valzer di Shubert eseguito in stile originale
“Pagliaccio Napolitano” ci è stato suggerito dal brano di anonimo napoletano “Pagliaccio/Saltimbanco” che veniva eseguito durante le fiere del ‘700 a Napoli per attirare l’attenzione del pubblico; venne utilizzato in seguito come sigla del famoso “Carosello” televisivo. Lo abbiamo arrangiato solo come “atmosfera” interagente con i versi della prima poesia (“Nella grotta madama Cenerentola...”) e tre brani liberamente ispirati da melodie della tradizionale napoletana ai quali abbiamo dato titoli in inglese invertendo la logica del periodo fascista che non voeva titoli se non in italiano anche dei brani di Jazz “St. Louis Blues” - “Le tristezze di S. Luigi” di Luigi Fortebracco).
“Interdet” è un deliberato furto operato all’arte indiscussa di mia madre nel suo ruolo di genitrice, durante il quale era anche autrice delle parole e della melodia di una ninna -nanna che funzionava nel suo scopo rassicurante; il ritmo di tango che la sostiene è forse legato alla nostalgia dei tempi durante i quali era possibile dormire di più.
“Mira” è una poesia precedentemente commissionata a Vanna D’Amato per il quadro di una mostra dell’artista indonesiano Shitio.
“Non aprite quella grotta” è una poesia nata da un mio sogno che Vanna, quale psichiatra, mi aiutò ad interpretare.
“Coda” è dedicato a tutti i padani più ottusi che, non capendo il senso del verso finale di “Nella grotta ....”, potrebbero pensare che la ragione sia nell’uso del dialetto.
Qualche notizia Tecnica
Registrazione e missaggi: studio Il Parco - Napoli
Sound engineer: Carlo Gentiletti
Il lavoro è stato registrato in digitale sul Sony 3324 S e quindi missato sul Trident Serie 80B direttamente su AKAI DD1000.